Falegnami e lavoratori del legno

falegname

Il lavoro del falegname richiede un grande numero di attività specifiche e proprie dell’artigianato, collegate alla lavorazione del legno, potenzialmente molto dannose per la salute data la lunga esposizione ad agenti chimici e fisici.

I passaggi che comportano dei rischi con conseguenze peggiori per la salute dell’uomo sono:

  • segheria
  • incollaggio
  • scartatura e levigatura
  • verniciatura

tutti collegati a dei fattori di rischio che comportano malattie professionali molto gravi.

Le malattie che colpiscono i lavoratori di questo settore, sono soprattutto legate a dermatiti irritative e allergiche da contatto e patologie dell’apparato respiratorio. Polveri e agenti chimici possono penetrare nell’organismo anche attraverso la via inalatoria causando dei meccanismi di tipo irritativo o immunoallergico, manifestandosi nelle malattie più comuni come rinite, congiuntivite, asma bronchiale e alveolite allergica estrinseca.

Molto più rari sono invece i tumori maligni del naso e dei seni paranasali, secondo delle ricerche si tratta di una malattia molto rara nella popolazione in generale, 1 caso ogni 100.000 persone, ma nella categoria dei falegnami l’incidenza è maggiore, infatti il rapporto è di 5-9 casi ogni 10.000 lavoratori. Da una ricerca è emerso che i legni più duri sono molto più pericolosi, forse perchè lavorati portano ad una più fine polverizzazione del prodotto.

L’INAIL, Istituto Nazionale contro gli Infortuni sul Lavoro, ha elaborato un opuscolo dedicato al falegname artigiano, “IL RISCHIO PROFESSIONALE NELLA FALEGNAMERIA ARTIGIANA”, dove illustra e fornisce tutti gli elementi necessari per la conoscenza dei rischi dal lavoro svolto e le possibili conseguenze in termini di infortuni e malattie professionali.

La ventilazione dei locali e l’aspirazione  è un valido aiuto per le officine di falegnameria garantendo un’aria pulita e filtrata all’interno dell’ambiente di lavoro, inquinato da polveri, colle, resine, sostanze chimiche come la formaldeide, che possono essere cancerogene e pericolose per la salute umana.

Per maggiori informazioni non esitare a contattare SFAER