Aziende Vinicole

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L’azienda vinicola, ovvero azienda agricola adibita alla produzione del vino, è presente nel territorio italiano con un numero consistente (circa 383 mila). I territori delle regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino, Lombardia e Toscana comprendo le aziende di dimensioni più grandi con una produzione maggiore che riesce a dare ottimi risultati.

Il ciclo lavorativo per la produzione del vino comprende diverse fasi, alcune delle quali possono risultare molto pericolose per la salute delle persone. Secondo quanto riportato da un documento realizzato dall’ARPAT (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana) e pubblicato dall’ISPESL intitolato “Profili di rischio per il comparto produttivo delle cantine vinicole”, prende in esame ogni singola fase descrivendone gli eventuali danni che può comportare e la prevenzione da applicare per non incorrere in pericoli.

I 3 gas più dannosi

Qui di seguito prendiamo in esempio l’esposizione dei viticoltori ai 3 gas più dannosi se vengono inalati, consigliando la soluzione idonea per tutelare la salute degli addetti e della loro grande passione.

L’operazione di solfitazione, ovvero l’introduzione di anidride solforosa nel mosto, può comportare l’esposizione degli addetti ad anidride solforosa (SO2), ovvero un gas più pesante dell’aria che pertanto tende ad accumularsi verso il basso nelle cantine vinicole scarsamente aerate. E’ irritante di grado moderatamente elevato. Intacca l’apparato respiratorio provocando bronco-costrizione, con sintomi asmatiformi per esposizioni elevate o prolungate. Per questo motivo viene consigliato di effettuare il solfimetro all’esterno, ma nel caso in cui venga fatto all’interno dei locali della cantina, questi ultimi devono essere dotati di idonei sistemi di aerazione, posizionando estrattori d’aria, soprattutto nelle parti basse delle pareti.

Durante la fermentazione si sviluppa naturalmente l’anidride carbonica (CO2), la quale tende a diffondersi nell’ambiente diminuendo notevolmente l’ossigeno all’interno della cantina. Avendo una densità maggiore rispetto all’aria tende ad accumularsi in basso con il rischio di creare al lavoratore possibili svenimenti o nei casi peggiori provocare la morte per asfissia. Per questo motivi i locali devono essere ben areati e ventilati e la soluzione ideale è il collegamento di un impianto di ventilazione automatico con un sistema di rilevazione di CO2.

Per ultima, ma non meno importante, è l’inalazione dei vapori di alcool etilico, i quali si sviluppano durante la fermentazione del mosto. L’alcool etilico, a differenza degli altri due gas, ha odore ed è facilmente riconoscibile. Un’alta concentrazione nell’aria di un ambiente chiuso può comportare depressione del sistema nervoso, mal di testa, nausea, sonnolenza, vertigini, confusione, per questo motivo bisogna garantire all’interno della cantina un’adeguata ventilazione naturale e se questo non è possibile bisogna fare uso di impianti aeraulici che permettano un ricambio d’aria eccellente.

Fonti di pericolo biologico

In un’azienda vinicola, inoltre, non sono da sottovalutare le fonti di pericolo biologico causate dalle condizioni microclimatiche che si instaurano all’interno dei locali di lavorazione/produzione e dai materiali organici utilizzati, i quali possono favorire la moltiplicazione di muffe, batteri e lieviti (Rischio biologico nelle cantine vinicole – INAIL).

Per questo motivo la prevenzione e la protezione è indispensabile, e bastano poche piccole attenzioni per non incorrere in problemi di salute e tutelare il lavoratore:

  • manutenzionare periodicamente impianti e apparecchiature
  • creare una idonea ventilazione dei locali di lavorazione
  • controlli periodici della qualità dell’aria.

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