inquinamento-domestico-sindrome-edificio-malatoDa studi del Lawrence Berkeley National Laboratory di recente pubblicazione negli Stati Uniti, si scopre che un aumento del 25% del tasso di ventilazione negli edifici ad uso uffici ridurrebbe i problemi di assenteismo e di sindrome “sick building” (SBS) riuscendo a risparmiare circa $ 13 miliardi … e con un aumento dello stesso tasso del 90% il risparmio arriverebbe a $ 37,5 miliardi.
Negli Stati Uniti le norme vigenti impongono di fornire agli occupanti degli uffici circa 8 litri al secondo di aria di rinnovo per persona. Aumentare questo rateo di aria di rinnovo comporta il miglioramento del controllo della presenza di umidità e muffa, e quindi diminuirebbero gli effetti negativi sulla salute e i costi dell’assistenza sanitaria.

Gli studiosi del gruppo di lavoro della Divisione Energetica Ambientale del Berkeley Lab, propongono in particolare quattro fattori:

  • L’aumento dei tassi di rinnovo dell’aria
  • L’implementazione di sistemi di controllo finalizzati alla riduzione dei costi energetici
  • Regolazioni più accurate delle temperature di regime indoor (non superiori a 23°C*)
  • Miglioramento della manutenzione e della prevenzione al fine di mantenere igienicamente al meglio sia l’involucro edilizio (ridurre le perdite d’acqua) sia l’impiantistica (cambio filtri, bonifiche, sanificazioni, …)

Queste semplici mosse permetterebbero di migliorare le prestazioni lavorative degli impiegati e di diminuire i costi sanitari per molti statunitensi. Gli studi del Lawrence Berkeley National Laboratory hanno inoltre evidenziato che evitando il surriscaldamento degli ambienti di vita lavorativa, si potrebbero evitare circa 7,7 milioni di casi di SBS la settimana, migliorando le performances lavorative in media dello 0,2%, aumentando la soddisfazione per il comfort termico circa del 12%.

* Per leggere correttamente il dato si deve tenere conto che lo studio è stato condotto negli Stati Uniti

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